la squadra
“Quali sono i sacchi giusti per la raccolta dell’organico?”

Si scende in campo con le maglie ufficiali!

Vuoi riconoscere un sacchetto biodegradabile e compostabile? Controlla la presenza di uno di questi marchi e stemmi ufficiali:

  • marchi
  • E la dicitura che dichiari la conformità ad una specifica norma:
    UNI EN 13432-2002!

Utilizzare sacchetti biodegradabili e compostabili per la raccolta dell’organico consente non solo di migliorare la qualità del compost ma anche di risparmiare risorse per lo smaltimento di materiale non conforme, costo che inevitabilmente si ripercuote sulle tasche dei cittadini.

Diffida dalle imitazioni!

Non tutti i sacchetti sono adatti a contenere rifiuti organici. Per esempio, non vanno bene i sacchetti in plastica normale (Polietilene PE), quelli in plastica leggera e quelli con diciture generiche come:
• “Biodegradabile entro 3-5 anni” o “in tempi medio-lunghi”
• “Biodegradabile secondo il metodo UNI EN ISO 14855”
• “ECM biodegradabile”, “D2W®”, “oxobiodegradabile” o “oxodegradabile”
• “Difendi la natura”, “Sono una busta ecologica”, “La natura ci sta a cuore”, etc.

la partita
“Il compost come modello di economia circolare”

La sfida è importante e vale come una finale.

Un modello di sviluppo sostenibile: ambientale ed economico.
Non esistono più prodotti di scarto! Le materie vengono riutilizzate ed avviate a recupero in maniera costante e sistematica

Il compostaggio fa ciò che madre natura dice!

I materiali di scarto organici sono trasformati in compost proprio come accade in natura se questi scarti venissero abbandonati sul terreno. Un potenziale rifiuto come lo scarto organico diventa una risorsa trovando il suo impiego ed utilità come fertilizzante naturale nell’orto, nel giardino o su un qualsiasi terreno di campagna.